I 8 più grandi miti sull'olio extravergine di oliva
L'olio extravergine di oliva è uno degli alimenti simbolo della dieta mediterranea. Eppure, intorno a questo prodotto straordinario continuano a circolare molti falsi miti, che spesso portano a giudicare un olio di alta qualità in modo errato. Facciamo chiarezza.
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Mito 1: Più l'olio è di colore verde, più è buono
Il colore dell'olio non è un indicatore della sua qualità. A seconda della cultivar, del grado di maturazione delle olive e della presenza naturale di pigmenti come clorofilla e carotenoidi, un ottimo olio può essere verde intenso, giallo dorato o assumere sfumature intermedie.
Per questo motivo gli assaggiatori professionisti degustano l'olio in bicchieri blu, così da non lasciarsi influenzare dal colore.
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Mito 2: Un olio amaro o piccante è difettoso
È vero il contrario. L'amaro e il piccante sono caratteristiche tipiche di un olio extravergine di oliva fresco e di qualità. Derivano dai polifenoli, preziosi antiossidanti naturali che proteggono l'olio e contribuiscono ai suoi benefici per la salute.
Naturalmente, queste sensazioni devono essere equilibrate e armoniose, mai eccessive o sgradevoli.
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Mito 3: L'olio migliora con il tempo
A differenza del vino, l'olio extravergine di oliva non invecchia migliorando. Appena prodotto esprime al massimo i suoi profumi, i suoi aromi e il contenuto di sostanze benefiche. Con il passare del tempo queste caratteristiche diminuiscono gradualmente.
Per apprezzarne tutta la qualità è consigliabile consumarlo preferibilmente entro 12-18 mesi dalla raccolta.
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Mito 4: Non si può cucinare con un olio extravergine di qualità
Un altro falso mito molto diffuso. L'olio extravergine di oliva è perfettamente adatto alla cottura e alla frittura. Grazie all'elevata presenza di acidi grassi monoinsaturi e antiossidanti naturali, resiste bene alle alte temperature.
Per valorizzarne al massimo gli aromi, è comunque consigliabile aggiungerne un filo anche a crudo prima di servire il piatto.
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Mito 5: L'olio non filtrato è più naturale
Un olio appena franto può essere naturalmente velato perché contiene minuscole particelle di polpa e acqua di vegetazione. Molti consumatori associano questa caratteristica a una maggiore genuinità, ma non è necessariamente sinonimo di qualità.
Anzi, proprio la presenza di queste particelle può accelerare i processi di ossidazione e fermentazione, riducendo la stabilità e la conservabilità dell'olio. Per questo motivo i produttori migliori scelgono di filtrare l'olio poco dopo la frangitura.
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Mito 6: Il prezzo non dice nulla sulla qualità
Il prezzo, da solo, non è una garanzia di qualità. Anche un olio costoso può non corrispondere alle aspettative. Tuttavia, nel mondo dell'olio extravergine di oliva, un prezzo molto basso dovrebbe far riflettere.
Produrre un olio extravergine di alta qualità richiede olive sane, raccolta al momento giusto, lavorazione rapida dopo la raccolta, controlli accurati e una corretta conservazione. Tutto questo ha un costo.
Gli oli venduti a prezzi estremamente bassi sono spesso prodotti industriali di grande volume, ottenuti da miscele di oli provenienti da diverse origini e con caratteristiche qualitative molto variabili. In alcuni casi possono contenere oli raffinati o oli che hanno perso gran parte delle loro proprietà originarie.
Scegliere un olio extravergine di qualità significa quindi non cercare semplicemente il prezzo più basso, ma conoscere la provenienza, il produttore e il metodo di lavorazione.
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Mito 7: L'olio "fatto in casa" è sempre migliore
"Fatto in casa" non significa automaticamente migliore. Per ottenere un olio extravergine di alta qualità servono olive sane, raccolte al momento giusto, trasportate rapidamente al frantoio e lavorate in condizioni controllate.
Anche il modo in cui l'olio viene conservato è fondamentale: luce, calore e ossigeno ne compromettono rapidamente la qualità.
Un olio prodotto con cura da un frantoio moderno è molto più stabile e qualitativamente superiore rispetto a un olio ottenuto in modo artigianale ma senza adeguati controlli. La qualità dipende dalle competenze e dall'attenzione in ogni fase della produzione, non dal fatto che l'olio sia "casalingo".
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Mito 8: Tutti gli oli extravergini sono uguali
La varietà delle olive, il territorio, il clima, il periodo di raccolta e il metodo di lavorazione influenzano profondamente il gusto e il carattere di un olio.
Proprio come accade per il vino, ogni olio racconta una storia diversa. Dietro ogni bottiglia c'è il lavoro del produttore, la ricchezza del territorio e le caratteristiche uniche di ogni raccolto.
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Conclusione
Conoscere questi aspetti aiuta a scegliere un olio extravergine di oliva con maggiore consapevolezza e ad apprezzarne tutta la ricchezza.
La prossima volta che assaggerete un olio dal gusto verde, leggermente amaro e piacevolmente piccante, ricordate: molto probabilmente state assaporando un olio fresco, ricco di polifenoli e di grande qualità.
